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Ci sono posti qualsiasi che rimangono nel cuore per occasioni del tutto personali : un ciao o  un addio, un bacio o uno schiaffo, una vincita al lotto o un incidente. Posti insignificanti,  magari bruttini, tipo un bar di periferia con l’insegna a metà, una stazione ferroviaria senza pensiline, la fermata di un bus col bus che non passa mai quando lo aspetti, lo sterile parcheggio di un supermarket h24. E poi ci sono i posti belli a prescindere dallo stato d’animo, dal meteo, dalla compagnia, dall’influenza intestinale. Uno di questi è il parco degli Acquedotti ( visitarlo per credere !) . Facilmente raggiungibile con la metro A (Fermata Giulio Agricola e poi 800 mt a piedi ), coniuga le meraviglie della natura all’inestimabile pregio di svariati resti di epoca romana. I suoi 240 ettari, ormai annessi amministrativamente al parco dell’Appia Antica, ospitano 6 dei grandi acquedotti imperiali  e sono delimitati  dalla ferrovia Roma- Cassino che aggiunge un tocco di archeologia urbana di gran fascino. In primavera – estate spesso è preferibile stare all’aria aperta che chiudersi in un museo, ma vivere Roma anche per soli 3 giorni è respirarne la storia: in questo Parco convivrà la vostra voglia di verde con l’interesse per l’arte senza nessun conflitto!Suggerisco di visitarlo al tramonto, quando il sole si intrufola tra i fori degli archi e infuoca di colore il cielo e la terra sottostante,  con scarpe comode e… un selfie stick per immortalarvi con uno sfondo storico e suggestivo.